La Antica Dogana Aragonese a Grottaminarda è un edificio con stratificazioni che vanno dal XV secolo al XIII secolo. Il mio intervento di restauro ha seguito una filosofia “non invasiva”, finalizzata alla reversibilità e all’utilizzo di materiali quanto più vicini a quelli originali, sia esteticamente che funzionalmente. Per il suo recupero, sono intervenuto tanto sugli interni che sulla struttura.
Materiali utilizzati
I materiali utilizzati nel restauro sono stati scelti rigorosamente per essere quanto più vicini a quelli originali, come pietre, calce, pozzolana e legno. Questa scelta ha permesso di mantenere l’aspetto originale dell’edificio e di garantire la massima compatibilità con l’insieme tecnico-funzionale.
Rispetto delle filosofie di restauro moderne
Per rispettare le indicazioni delle moderne filosofie di restauro, ogni nuovo elemento aggiunto è stato chiaramente visibile e reversibile. In questo modo, ho potuto intervenire in sostituzione degli elementi solo quando i livelli di degrado lo rendevano indispensabile, preservando così l’originale comportamento statico del manufatto.
Trasformazione in galleria d’arte
La costruzione originale era una piccola e povera abitazione, ma oggi è stata trasformata in una galleria d’arte. Durante il restauro, ho tenuto in considerazione questa destinazione d’uso e ho proposto una versatilità funzionale che consentisse anche la “messa in produzione” sostenibile del bene culturale, garantendone la compatibilità con l’insieme tecnico-funzionale.
Il riferimento culturale e operativo durante tutto il processo di restauro è stato il metodo indicato dal prof. Antonino Giuffrè nei suoi codici di pratica per il restauro architettonico. Un edificio dal grande valore culturale è stato restituito alla sua comunità .
