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Gli intonaci e le pitture giocano un ruolo fondamentale nella qualità e nella longevità di un edificio. La scelta del materiale influenza non solo l’aspetto estetico, ma anche la salubrità degli ambienti e la durabilità delle superfici. Tra le opzioni disponibili, la calce naturale si distingue per le sue proprietà uniche: favorisce la traspirabilità delle murature, regola l’umidità, previene la formazione di muffe e garantisce una resa estetica di pregio. Non a caso, è il materiale che ha permesso alle architetture romane di resistere nei secoli, dimostrando un’efficacia straordinaria nel tempo.

1. Traspirabilità e salubrità

(nella foto) intonaco cementizio degradato

La calce naturale consente ai muri di respirare, evitando l’accumulo di umidità e la comparsa di muffe, problemi tipici degli intonaci cementizi. Questo spiega perché le case di un tempo, pur essendo fredde nei mesi invernali, non soffrivano di umidità persistente: l’intonaco in calce permetteva la naturale evaporazione dell’acqua presente nelle murature. Al contrario, gli intonaci premiscelati tendono ad assorbire e trattenere l’umidità, compromettendo il comfort abitativo. Nei restauri di edifici storici, l’uso della calce si rivela indispensabile per preservare la struttura originaria, nelle ristrutturazioni delle case contemporanee, invece, sarebbe fondamentale per un ambiente salubre ed una qualità delle finiture a lungo termine. A differenza dell’impiego di materiali cementizi che, invece, porta a odori “di chiuso”, cavillature, distacchi e degrado precoci.

2. Elasticità e durabilità

(nella foto): il grassello di calce

A differenza degli intonaci cementizi, che risultano rigidi e soggetti a fessurazioni nel tempo, la calce naturale offre maggiore elasticità, adattandosi ai movimenti della struttura senza compromettere l’integrità della superficie. Questo aspetto è particolarmente evidente nei centri storici italiani, dove edifici intonacati con calce hanno mantenuto la loro bellezza per secoli, mentre quelli trattati con materiali moderni spesso mostrano segni di deterioramento dopo pochi anni.

3. Sostenibilità ambientale

Calce, materiale per la bioarchitettura (cimminocalce.com)

La produzione del cemento ha un impatto ambientale elevato, poiché comporta elevate emissioni di CO₂. La calce naturale, invece, durante il processo di carbonatazione assorbe anidride carbonica, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico. Inoltre, il suo ciclo produttivo è meno energivoro, rendendola una scelta più sostenibile rispetto agli intonaci premiscelati.

4. Qualità estetica e resa finale

Calce, i colori della terra (cimminocalce.com)

Gli intonaci a base di calce offrono una qualità estetica superiore, con finiture che migliorano nel tempo e una gamma di texture naturali che donano agli ambienti un carattere autentico. Tecniche tradizionali come il marmorino o il cocciopesto, utilizzate fin dall’antichità, testimoniano la versatilità di questo materiale. Gli intonaci cementizi, al contrario, tendono a invecchiare male e necessitano di manutenzioni più frequenti.

Un mercato influenzato da logiche industriali

Calce, qualità ed estetica

Nonostante i numerosi vantaggi della calce naturale, gli intonaci cementizi e premiscelati continuano a dominare il mercato. Questo non è dovuto a una reale superiorità tecnica, ma piuttosto a fattori economici e organizzativi. La grande distribuzione dei materiali cementizi ha creato un sistema consolidato che scoraggia alternative più sostenibili, mentre le imprese edili tendono a scegliere soluzioni rapide e standardizzate per ottimizzare tempi e costi di lavorazione, spesso a scapito della qualità finale.

La calce naturale rappresenta un’opzione superiore per intonaci e pitture, garantendo traspirabilità, durabilità e valore estetico. Il lavoro dell’architetto Mario Pagliaro e il format chiavi in mano Microristrutturare promuovono l’uso di materiali naturali, contribuendo a diffondere un approccio più consapevole e sostenibile nell’edilizia, orientato al benessere abitativo e alla conservazione del patrimonio architettonico.